Mancanza

E’ quasi silenzioso, lo spazio che ci separa

quasi vuoto, l’eco dei miei passi

quasi una spirale il loro desiderio,

concentrica, simile a un uovo siderale

nel quale immergo le dita affamate

 

Un’alcova senza pareti, le ho perdute affrescandole

sovrappensiero, mugolando una melodia

Posso attraversarla in obliquo oppure scalarla

o immergermi, o bucherellarla e deriderla

o piangerla all’altare del sacrificio del mio rossetto

 

Resta come un buco, un foro, un’imperfezione

rintronata dallo schiamazzo di un’anatra

che non ha sonno, che rinchiude la notte

con il becco e ne cuce le stelle nel mio ventre

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