C’erano una volta un paio di traumi. Ma traum in tedesco significa sogno.

Se penso agli altri immagino che sia presente circa un traumetto a testa. Se penso alle persone più vicine, agli amici più cari, penso che dai, mi sa che loro ne hanno vissuti un paio. Nel caso in cui mi venissero in mente gli zii, i nonni, beh, loro, qualcosina in più, di traumatico, lo hanno senz’altro dovuto mandare giù. Con i genitori si è inizialmente più clementi, ma poi, pensandoci bene…sicuramente la ragione di certe cose, quelle certe cose che pesano enormemente, o quelle stesse che si riesce a guardare con clemenza…eh, insomma, l’infanzia spiega poi tutto. Per quanto riguarda me stessa…probabilmente potrei scovare una piccola esperienza traumatica per falange della mano. Poi un paio di più grandi, per i palmi.

Allora, adesso sollevo le mani, una dentro l’altra, e con un gesto deciso faccio scrocchiare tutti i traumi insieme, ottenendo un piccolo concerto traumatico. Apro il giornale e leggo di come essere felici superando i traumi, sento parlare di maternità e occhio a non respirare che potrebbe provocare un trauma al bambino, il cane…ha paura della metro, temo di non averlo saputo proteggere da un trauma…i test della personalità…una persona su due ne emerge con aria vittoriosa: Ho subito un trauma!

E’ così, puoi perdonarti, puoi coccolarti, hai subito un trauma, allora…non sei tu, non è colpa tua, figuriamoci, anche la nascita…c’è chi la considera un trauma. Ah…anche tu sei nato…mi dispiace, senz’altro meriti delle cure, così come me, ti capisco, giuro come ti capisco. Allora cantiamo queste canzoni disperate, oppure quelle arrabbiate, quali preferisci tu? O ti sei già curato e ora senti di essere apposto. Ah, non hai ancora iniziato, inizi adesso ad avventurarti alla ricerca del trauma perduto, come un cane che non trova più l’osso. Occhio che con tutte quelle buche, ti capisco, ho le unghie nere. Sopra c’è lo smalto, non si vede, ma lo so, che fatica, nascondere quel marcio, e il peso dell’apparenza, che disperazione.

Il trauma della globalizzazione, il trauma dell’isolamento, il trauma della cultura, il trauma dell’ignoranza, il trauma dei maltrattamenti, il trauma dell’essere cresciuto in una sfera dorata, il trauma di un paese che non funziona, il trauma di essere cresciuto pappamolle in un paese che funziona troppo.

Caro Shakespeare, il nome che diamo alle cose e l’afflato con cui le pronunciamo può invero cambiarne la natura. E non voglio in alcun modo sminuire traumi di qualsiasi entità. In tedesco Traum significa sogno, naturalmente un’altra radice, ma mi piace associare le parole e pensare che dietro ogni definizione di trauma vi sia il sogno di una vita migliore, quel bel e costruttivo desiderio umano di vivere serenamente e la sua rispettabilissima malinconia di trovare deluse le proprie aspettative.

Firmato, Eloisa con PTSD

 

 

7 risposte a "C’erano una volta un paio di traumi. Ma traum in tedesco significa sogno."

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  1. Ieri il mio trauma è diventato un sogno; ma, essendo una esperienza traumatica l’indifferenza al dolore, il sogno è diventato un incubo. Quando mi sono svegliata ho ringraziato il cielo che non fosse realtà. Ma solo lo specchio.

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    1. Sì, lo sono, anche se trovo difficile immaginare una specie di gerarchia dei traum(i), che sarebbe come stilare una gerarchia di vissuti, e sono convinta del fatto che ogni vissuto tocchi i suoi picchi drammatici, positivi e negativi. Nella relatività, chiaro.

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